Solo il 20% è rimasto in vita. Il caso più clamoroso è proprio quello del giornale fondato nel 1924 da Antonio Gramsci che non e’ piu’ in edicola dal 3 giugno.
Da l’Unità a La Padania, fino a Europa e Liberazione. Storie politiche profondamente diverse, ma con un minimo comune denominatore: si tratta di giornali di partito che nonostante i corposi aiuti pubblici hanno avuto una fine ingloriosa.
Stesso, identico discorso per la Padania (più di 38 milioni di euro) e per Europa (32 milioni e mezzo di euro), a cui vanno aggiunte altre 16 testate. Quasi tutte chiuse, con appena il 10% ancora attivo in forma cartacea (La Discussione e Zukunft in Südtirol) e solamente un 5% in versione online (Secolo d’Italia).

