La funzione è per ora attiva per gli iscritti di Stati Uniti, Francia, Germania e Olanda, paesi in cui sono già attive collaborazioni con partner per il fact checking.
Nelle intenzioni c’è anche quella di sfruttare l’intelligenza artificiale per individuare un maggior numero di potenziali bufale da sottoporre a controlli ‘umani’. Anche queste verifiche compariranno a corredo del post originario della news controversa, non più solo dopo che l’utente ha letto una notizia, ma prima ancora di cliccarci sopra.
L’obiettivo del social è ovviamente quello di limitare la diffusione di contenuti falsi, spingendo gli utenti a riflettere bene prima di condividere una notizia dubbia, senza però doversi assumere direttamente il ruolo (scomodo) di censore.

