Il botta e risposta fra il Ministro dello Sviluppo Economico Calenda e il sottosegretario del Mise con delega alle Comunicazioni Giacomelli è andato in scena a distanza in questi giorni.
A lanciare per primo il tema del canone è stato il ministro Calenda, intervistato da Minoli: “E’ un sistema vecchio che non funziona più. Il mio pensiero personale è che la Rai vada privatizzata e vada dato il canone a chiunque fa progetti che hanno un valore di servizio pubblico”. Il ministro ha detto che si tratta di una sua idea e che “non si realizzerà mai”.
Immediata replica del sottosegretario Antonello Giacomelli, che a margine della Leopolda si è dissociato dal pensiero del ministro: “E’ una idea personale di Calenda, come ha detto lui stesso. Io penso ci sia ancora più bisogno del servizio pubblico e complessivamente del ruolo che la Rai e solo la Rai garantisce. E più in generale non condivido le privatizzazioni di asset strategici del paese; altrimenti, come la storia dimostra e come Calenda sa bene, bisogna poi ricorrere al golden power per limitare i danni”.
Lo stesso Giacomelli ha colto anche l’occasione per sottolineare il successo del canone in bolletta: “In questo modo abbiamo posto la base per dare dal 2019 alla Rai totale autonomia finanziaria e certezza di risorse e per lasciare di più agli editori privati di tv e carta stampata le risorse proprie del mercato. Questa è la strada da percorrere se si vogliono sostenere la Rai e tutti gli editori italiani e se si vuole fortificare il sistema paese”.

