“Capodarco è un luogo dove si riflette – ha sottolineato Verna – , mentre noi siamo di fronte al web che è un mare di libertà con tante parole, ma dove si riflette poco. In questo mare di libertà che non è regolato, noi come giornalisti dobbiamo costituire un esempio”.
“Il giornalismo – ha proseguito Verna – filosoficamente è sempre lo stesso: è mediazione tra la fonte e il pubblico, ma cambia il modo di fare giornalismo. Oggi il giornalista è chiamato a valutare e validare quello che gli arriva in redazione, adesso deve saper navigare e far capire che ha fatto attività di validazione, convivendo con una velocità pazzesca e con il compito fondamentale di distinguere la notizia vera dalla falsa. Bufale, menzogne e propaganda ci sono sempre stati. Ma in questo mare impetuoso di cambiamento che c’è nel mondo della comunicazione i giornalisti devono abituarsi a nuove sfide, nuovi mezzi”.
Infine il rapporto con il sindacato: “Il fronte comune tra Ordine e sindacato – ha spiegato Verna – è il giornalismo, ovvero il diritto del lavoratore giornalista a svolgere la sua funzione consapevolmente e il diritto del lettore a essere informato correttamente, un diritto che però viene messo in discussione dalla precarietà del lavoro giornalistico” .

