La maggioranza dichiara di non essersi più di tanto imbattuta in «fake news». È vero che quasi metà (il 44%) afferma di averle notate «spesso» (13%) o almeno «qualche volta» (31%). Ma il resto del campione non le ha riscontrate «mai» (29%) o «quasi mai» (18%) o ammette che «è difficile capire quando una notizia è falsa» (9%).
Rilevano maggiormente la presenza di «bufale» gli intervistati con un titolo di studio superiore e che, al tempo stesso, abitano nei centri di minore dimensione. Nelle aree metropolitane, viceversa specialmente tra chi esercita professioni meno remunerative, come operai e commessi e tra le persone con età tra i 25 e 34 anni il fenomeno delle fake news è percepito in misura minore, in particolare nel Meridione.
Il fatto che buona parte della popolazione del nostro Paese che è connessa ad internet non se ne accorga e dunque possa essere più facilmente ingannato dalle «bufale» indica che il fenomeno ha un suo rilievo importante e che la portata delle «fake news» nell’influenzare e condizionare l’opinione pubblica è tutt’altro che trascurabile.

