La correzione di rotta, spiega il social, si è resa necessaria per condurre una lotta più efficace. La prima strada, infatti, rischiava di essere controproducente.
“La ricerca accademica sulla correzione della disinformazione ha dimostrato che mettere un’immagine forte accanto a un articolo, come una bandiera rossa, può radicare credenze profondamente consolidate: l’effetto opposto a quello che intendevamo”, si legge in un post siglato da alcuni manager di Facebook. “Gli articoli correlati, al contrario, sono progettati per dare più contesto, il che è un modo più efficace per aiutare le persone ad arrivare ai fatti”.
Facebook spiega anche di aver condotto alcuni test da cui è emerso che mostrare gli articoli correlati porta a una minore condivisione delle fake news sul social. Lo strummento, tuttavia, non evita che gli utenti clicchino sulle fake news e le leggano.

