28 Dicembre 2017
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Diminuisce il numero di italiani che leggono libri, ma si allarga il mercato digitale

E’ ancora in flessione il numero dei lettori di libri in Italia, passati dal 42% della popolazione del 2015 al 40,5% nel 2016. E’ quanto rileva il rapporto annuale dell’Istat: ssono circa 23 milioni le persone che dichiarano di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista per motivi non strettamente scolastici o professionali.

Franco Maresca

La popolazione femminile mostra una maggiore propensione alla lettura già a partire dai 6 anni di età: complessivamente il 47,1% delle donne, contro il 33,5% dei uomini, ha letto almeno un libro nel corso dell’anno. Leggono di più i giovani tra gli 11 e i 14 anni (51,1%) rispetto a tutte le altre classi di età.

Il rapporto evidenzia come sia ancora forte la differenza a livello territoriale e come la lettura risulti più diffusa nelle regioni del Nord-est e del Nord-ovest, aree dove dichiara di aver letto almeno un libro oltre il 48% delle persone residenti. Nel Sud la quota di lettori scende al 27,5%, mentre nelle Isole si osserva una realtà differente tra Sicilia e Sardegna (25,8% di lettori rispetto a 45,7%).

Nel 2016, continua l’analisi, si rileva comunque un lieve segnale di ripresa della produzione editoriale: i titoli pubblicati aumentano del 3,7% rispetto all’anno precedente; persiste invece la tendenza alla riduzione delle tirature (-7,1%).

Continua a crescere poi il mercato digitale: più di un libro su tre (circa 22 mila titoli) è ormai disponibile anche in formato e-book, quota che sale al 53,3% per i libri scolastici. I titoli per i quali si rende disponibile l’edizione digitale sono soprattutto quelli dei libri di avventura e libri gialli (per cui gli e-book arrivano all’82,7% dei volumi a stampa), seguiti dai testi di informatica (59,5%), dai libri di attualità politica, sociale ed economica (51,4%) e dai testi di matematica (47,4%).