“Solo giornalisti nelle condizioni di poter contrattare le proprie condizioni di lavoro- si legge nel documento – ed indipendenti dal punto di vista economico possono garantire un’informazione accurata, autorevole e senza condizionamenti. Viceversa dei giornalisti sottopagati, sfruttati e ricattabili non possono garantire una cronaca davvero indipendente, né quel diritto di critica vitale per una società civile”,
Oggi in Italia i giornalisti collaboratori esterni, pagati ‘a pezzo’, sono il 65% della categoria – conclude il documento – e sempre più “la dorsale dell’informazione italiana è composta da professionisti non contrattualizzati, precari, autonomi e freelance che quotidianamente informano i cittadini dai consigli comunali, dalle aule dei tribunali, dalle periferie e dal Parlamento”.

