L’Unesco, nel 1995, ha approvato la Giornata mondiale del libro, allargando così una tradizione nata in Catalogna già nel 1926. Il giorno scelto era quello della nascita di Cervantes, il 6 febbraio. Poi, nel 1931 fu spostato al 23 aprile che è il giorno della morte del grande autore spagnolo. Lo stesso giorno e lo stesso anno – 1616 – morirono anche William Shakespeare e l’autore peruviano Inca Garcilaso de la Vega.
Secondo il World Culture Score Index, però, l’Italia è in fondo alla classifica dei paesi per tempo di lettura: al 24esimo posto con 5:36 ore alla settimana. I dati Istat, relativi al 2016, parlano di una diminuzione dei lettori rispetto al 2015: dal 42% al 40,5%.
Ci sono però anche delle note positive. In Italia, l’ultimo Premio Strega vede dodici semifinalisti in maggioranza giovani e pubblicati da case editrici piccole e medie. È neppure il libro digitale ha scalfito l’editoria tradizionale: oggi in Italia si ferma al 5% del mercato.

