Secondo il segretario della Fnsi Lorusso, “c’è un problema di incolumità personale, quella dei giornalisti, ma anche e soprattutto un problema di democrazia. L’attacco ai corpi intermedi, a tutto ciò che può creare informazione, consenso, confronto, dibattito, in una parola crescita dell’opinione pubblica, fa sì che la stampa e i giornalisti in primis siano diventati il nemico da abbattere per quanti, per esempio, pensano di rivestire incarichi pubblici o svolgere attività di pubblico servizio senza dover rendere conto a nessuno”.
Quella in atto è “una deriva pericolosa per la democrazia – ha concluso il segretario della Fnsi -, che va contrastata con ogni mezzo. Nessuno deve pensare di mettere il bavaglio all’informazione colpendo fisicamente i giornalisti. Il problema riguarda la categoria, chiamata ad una reazione senza precedenti, ma anche e soprattutto le istituzioni democratiche, che devono garantire il ruolo dell’informazione e il diritto dei cittadini ad essere informati, in attuazione dell’articolo 21 della Costituzione”.
Il Lazio è stata la regione italiana in cui sono state accertate più intimidazioni e ritorsioni, con un incremento di 8 punti percentuali rispetto al 2016. A Roma e dintorni sono stati 141 giornalisti e blogger colpiti, il 33% dei 423 in Italia. È il primo anno, dal 2013, che la percentuale degli avvertimenti supera quella delle azioni legali pretestuose.

