“La crescita di questo tipo di pubblico è legata al cambiamento demografico e degli stili di vita, ma anche ad una giovanilizzazione degli adulti”, ha spiegato Mariagrazia Fanchi, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Essi “non amano film interpretati da attori anziani, ma preferiscono film con attori giovani che spesso riconoscono perché passati attraverso la tv”, ha aggiunto la docente ricordando che l’indagine è stata condotta in 5 città italiane: Milano, Bologna, Roma, Napoli e Bari.
E’ intervenuto alla presentazione anche mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei: “Occorre ridare un supplemento d’anima, anche attraverso il cinema, alla nostra società e al contesto socio-culturale”. Per lui “non si può pensare al cinema senza avere l’ambizione di uno sguardo d’insieme”. Il vescovo ha ricordato che “la storia parla della insostituibilità del cinema come ambito di osservazione privilegiata, a partire dal quale cogliere elementi salienti della nostra tradizione”. In quest’ottica, “il Rapporto rappresenta il frutto di un’attenzione rivolta al volto meno evidente del cinema, cioè al suo assetto politico e a quello economico, che non è secondario”.

