Il suo auspicio però è che a questo annuncio faccia seguito anche un impegno politico per investire molto nella protezione dei dati personali, “non limitandosi come qualche volta accade a parlarne e non a fare atti successivi”.
“Le persone in rete sono spesso inconsapevoli”, ha commentato, e allora bisogna “accrescere la consapevolezza dei nuovi confini della libertà in questo nostro tempo segnato così profondamente dall’innovazione tecnologica”.
Nel nostro rapporto con le tecnologie, Soro ritiene essenziale “mettere avanti la persona, con la sua dignità”.
Lo scandalo Cambridge Analytica è forse soltanto la punta dell’iceberg e le nuove rivelazioni sul passaggio di dati personali di utenti da parte del social network ai maggiori produttori globali di device confermano i timori. “Nella società in cui viviamo, quella affascinante del digitale, c’è stato – ha osservato Soro – un atteggiamento di sostanziale distrazione di massa da parte dei decisori politici planetari e di ognuno di noi. Si è ritenuto che non ci fosse bisogno di regolamentazione per la piazza più libera del mondo, internet”.

