In particolare si parla del cosiddetto disturbo da iperattività e del deficit di attenzione (ADHD), problema che influisce sul rendimento scolastico. L’indagine è stata pubblicata sul Journal of the American Medical Association. Lo studio si è concentrato sull’uso di social media, chat, messaggini, video in streaming, musica online o da scaricare, piuttosto che su intrattenimenti più tradizionali come TV e video game, spiega l’autore Adam Leventhal dell’Università della Southern California.
I ricercatori Usa sono partiti da un campione di quattromila ragazzi di scuola superiore (15-16 anni). Escludendo tutti quelli che già soffrivano del disturbo, i ricercatori hanno rilevato, dopo due anni, la comparsa dei sintomi di ADHD anche nei giovani “sani”.
“Possiamo affermare con sicurezza che i teenager esposti a elevati livelli di media digitali hanno un rischio significativamente più elevato di sviluppare sintomi di ADHD in futuro”, ha concluso Leventhal.

