Ma la decisione non piace a nessuno. La Commissione europea, per bocca di una sua portavoce, dice di non essere d’accordo e invita i giornalisti a chiedere l’intervento del Consiglio europeo, che potrebbe intervenire sul governo del Belgio.
La nuova tassa ha poi provocato la dura reazione dell’associazione dei giornalisti internazionali (Api) e di quelli belgi. “E’ discriminatoria”, sostengono, perché prima di tutto si applica soltanto ai giornalisti residenti in Belgio, e poi perché “i free lance o i media meno conosciuti dovranno farsi carico di un costo extra non indifferente”.
Ad ogni vertice europeo a Bruxelles giungono centinaia di giornalisti da tutto il mondo che per poter seguire i lavori della Istituzioni comunitarie devono presentare domanda di accredito. Spetta poi alla polizia belga fare i controlli per determinare se un giornalista (o presunto tale) é in regola e non rappresenta una minaccia.

