Gli occupati sono scesi da 114 mila nel 2008 a 88mila nel 2017. All’interno delle redazioni dei giornali la percentuale sala a 45 punti, con un crollo da 71mila a 39mila unità.
Diminuisce la radio (restano in tremila, erano 1500 in più), resta stabile la situazione nelle tv. L’unica nota positiva, com’era prevedibile, arriva dal ‘digitale’, ma se l’aumento percentuale è notevole (+79%) i numeri sono ancora basi (da settemila occupati si è passati a tredicimila).
Nell’industria dei media i giornali rappresentano sempre la parte più grossa, ma la loro fetta si è ridotta dal 62% del 2008 al 45% di oggi. La radio è ferma al 4%, la tv via cavo ha registrato una lieve crescita, passando dal 2 al 3%. Crescite più nette invece per i broadcaster tv e il mondo digitale: i primi sono passati dal 25 al 33%, il secondo dal 6 al 15%.

