“Un’occasione per riflettere sul futuro del cinema, con un occhio particolare rivolto alle preferenze delle due classi anagrafiche più rappresentative: i millennials (i giovani dai 20 ai 30 anni) e gli over 60. Gli studi sul pubblico del cinema in Italia – si legge in una nota – si limitano spesso a elencare numeri e percentuali dei biglietti venduti. Raramente lo spettatore viene profilato intrecciandone i dati anagrafici con la formazione, la professione, e le motivazioni delle sue scelte al botteghino”.
“Il Rapporto Cinema 2018, rinnovato nella visione complessiva – si legge ancora nella nota –, nella seconda parte del volume tratta delle opportunità di finanziamento per il comparto, per poi concludere con una analisi degli scenari presenti e futuri, con contributi di studiosi del settore”.
Il volume è stato curato da Mariagrazia Fanchi, Alessandro Rosina, Bruno Zambardino e Angela D’Arrigo. Il progetto si avvale del sostegno della Direzione Generale Cinema (del Ministero per i Beni e le Attività culturali) e della collaborazione dell’Istituto Luce-Cinecittà.

