Al suo interno sono descritti non solo gli strumenti criminali utilizzati, ma anche i mercati di riferimento, con una previsione dei danni e del volume delle attività pirata più rilevanti.
Seguendo l’esempio americano, la Commissione produrrà relazioni annuali utili per predisporre azioni sia contro i gruppi criminali, sia contro quei governi che li proteggono o li assecondano.
“Una lista che racchiuderà i mercati più critici, con particolare attenzione a quanto accade online, al fine di incoraggiare le parti interessate e le autorità locali ad intraprendere azioni necessarie per contrastare le azioni condotte a danno dei diritti di proprietà intellettuale”, si legge nel testo.
Tra i tipi di violazioni dei diritti di proprietà intellettuale ‘ci sono il “Peer-to-Peer” (P2P), il “Bit torrent”, i nuovi modelli di pagamento illecito (“Unlicensed pay per download sites”, veri e propri abbonamenti a piattaforme pirata), le “Piracy apps”, gli “Hosting providers”, l’“Ad-networking” e l’ecommerce pirata’.

