«La stampa è sotto attacco perché ostacolo ad un modello a cui il potere ambisce da sempre, ovvero la cancellazione del pluralismo, l’annientamento del pensiero critico, la diffusione del pensiero unico. L’attacco ai giornalisti è l’attacco stesso al diritto di essere informati: cittadini meno informati o disinformati sono cittadini meno liberi».
«Gli insulti e le ingiurie fanno parte di un attacco ai principi stessi della nostra Costituzione. I giornalisti danno fastidio perché sono il principale contrappeso della democrazia. Servono coraggio e determinazione per dare nuova dignità alla categoria. Devono prevalere il dialogo, il confronto in un clima di reciproca legittimazione e il senso di responsabilità: a queste condizioni ci siamo e ci saremo sempre. Ma nessun confronto è possibile con chi si pone come obiettivo la delegittimazione e l’annientamento dell’interlocutore».
«Al centro della nostra azione vi è il lavoro, oggi veicolo di diseguaglianze ed esclusione sociale. Giornalisti più deboli sono più facilmente ricattabili: non possiamo accettare che il lavoro subordinato subisca la cancellazione di diritti e garanzie. Inclusione e dignità sono le due parole chiave attraverso le quali passa il rilancio del settore e della categoria».
Foto: Fnsi

