L’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, vara infatti il decalogo contro il reato d’odio.
Le sanzioni possono essere pesanti, da 10 a 250 mila euro nel caso in cui “ospiti o conduttori dovessero ledere la dignità dei “soggetti deboli” incorrendo in forme di hate speech”.
Vediamo cosa prevede la delibera n.25/19 dell’Agcom. Per tutte le trasmissioni in diretta “direttori, registi, conduttori e giornalisti dovranno assicurare i criteri di correttezza del linguaggio e del comportamento dei partecipanti, soprattutto quando sono ospiti rappresentanti politici e istituzionali. Sono bandite, dunque, le volgarità, i pregiudizi e le allusioni lesive della dignità umana”.
Anche il pubblico in studio dovrà attenersi alle regole della correttezza. E i messaggi da casa non potranno contenere offese. Naturalmente il compito di vigilare in questi casi spetterà al conduttore.
L’Autorità verificherà anche l’osservanza dei principi o di eventuali violazioni “in caso di dibattito su una notizia che possa riguardare i soggetti a rischio discriminazione quando in studio o in collegamento ci saranno i loro rappresentanti”.

