Si legge in una nota del sindacato che “Federazione nazionale della Stampa italiana, Associazione Stampa Toscana e Comitato di redazione hanno stigmatizzato il mancato rispetto di accordi sindacali che prevedevano, in caso di chiusura del Telegrafo, il mantenimento della cronaca di Livorno della Nazione, sia pure da un’altra sede, e con lo stesso organico redazionale”.
Questi accordi secondo l’editore sarebbero oggi superati dalla riduzione delle vendite e dalla insufficienza delle inserzioni pubblicitarie.
Proseguono i sindacati: “Per quanto riguarda i giornalisti che hanno finora lavorato all’edizione de ‘Il Telegrafo’, l’azienda offre garanzie, a giudizio del sindacato piuttosto vaghe, di ricollocazione. Posto di lavoro sicuro per i due articoli 1, ma in redazioni e con mansioni da definire. Per i quattro articoli 12, la situazione è questa: due resteranno a fare i corrispondenti dalle loro zone, mentre per gli altri due sarà avviato un periodo di sperimentazione assai fumoso. Stesso discorso per tutti i collaboratori (fra i quali due strutturali, che hanno avuto lunghi contratti a termine e ora si ritrovano nella primitiva veste di collaboratori esterni) ora senza garanzie, né prospettive immediate”.
Al tavolo di crisi hanno partecipato la Regione Toscana e il Comune di Livorno. Gianfranco Simoncini, consigliere del presidente della Regione e da pochi giorni assessore al lavoro del Comune di Livorno, ha ribadito l’auspicio che si possa giungere ad un accordo che tenga insieme le ragioni di un’informazione autorevole e plurale e l’esigenza di salvaguardare tutte le risorse professionali che hanno sinora consentito la realizzazione del giornale: non solo i giornalisti con inquadramento contrattuale a tempo indeterminato, ma anche i collaboratori”.
Al termine dell’incontro Fnsi, Ast e Cdr non hanno ritenuto di firmare nemmeno un verbale d’incontro, richiamando la Poligrafici Editoriale al rispetto degli accordi sottoscritti in sede aziendale.

