Già nel 2011 l’associazione EuroDAP (che studia gli ‘attacchi di panico’) stabiliva che i mass-media sono la prima causa di ansia e depressione. Una considerazione suffragata da altre ricerche, come quella di BuoneNotizie.it in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano, che ha stimato che “le notizie negative generano addirittura un costo di 200 euro pro-capite per il Servizio Sanitario Nazionale, necessari per curare tali patologie”.
Un altro sondaggio recente dimostra che il 55% del campione di intervistati sostiene che l’informazione non coinvolge più come prima perché spettacolarizza ogni cosa pur di avere attenzione.

