Gli accordi raggiunti, ha detto Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, «sono la dimostrazione che la buona informazione non può prescindere dalla buona occupazione: con un lavoro senza diritti non può esserci informazione di qualità. Un principio che vale per tutti gli ambiti dell’informazione professionale e che anima tutti i tavoli che ci hanno visto protagonisti in questi mesi».
Lorusso ha anche confermato il ‘muro contro muro’ rispetto agli ‘stati generali’ dell’editoria. La Fnsi non parteciperà neppure al momento di conclusione di Torino. E ha rilanciato l’appuntamento del 12 settembre, per parlare di lavoro e previdenza
Per Vittorio Di Trapani, segretario dell’Usigrai, «l’applicazione del contratto porta finalmente diritti a chi prima non ne aveva, ma porta con sé anche l’obbligo a rispettare i doveri a cui dobbiamo tutti attenerci se vogliamo pretendere che la Rai Servizio Pubblico produca informazione di qualità nel rispetto delle regole deontologiche e dei cittadini». Invece sulla nuova selezione pubblica Di Trapani ha commentato: «Oggi c’è l’urgenza non più rinviabile di trasformare la Rai in un’azienda multimediale e crossmediale. La selezione risponde a questa esigenza. L’azienda deve guardare al futuro partendo dai territori».

