In realtà esperienze del genere ci sono già in giro per il mondo, ma in Italia è una novità assoluta.
L’obiettivo è molto ambizioso e viene annunciato subito dai promotori: “recuperare il mestiere del giornalismo a partire dalla sua dimensione di servizio alle persone, un riconoscimento del prodotto giornalistico come contenuto relazionale, che costruisca una comunità, non semplici contenuti”.
Tra i primi ad aderire una nota giornalista britannica, Helen Boadenex, direttrice di Bbc News e di Bbc radio. Il progetto naturalmente vuole essere essenzialmente un impulso al ‘giornalismo di qualità’. Giornalismo verificato, mai urlato, né approssimativo.
Dichiara Boadenex alle agenzie: “Il mondo dei giornali è sempre più frammentato e per buona parte non esiste più: penso per esempio al giornali locali e regionali che, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, stanno attraversando un periodo davvero difficile. Allo stesso tempo, i social network danno alle persone una marea di titoli da divorare velocemente, senza contesto, spesso inaccurati. Per molte persone i social sono più che sufficienti per informarsi, trovano lì quello di cui hanno bisogno- Bisogna insistere e cambiare il giornalismo”

