“C’è una questione drammatica nel nostro Paese: la sopravvivenza delle voci delle differenze”, ha detto Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione della Stampa.
Sottolinea anche che l’intervento pubblico “non è una mancia, ma un dovere costituzionale, ribadito da costituzionalisti, ultimo dei quali Giovanni Maria Flick, e da due presidenti della Repubblica, come Carlo Azelio Ciampi e Giorgio Napolitano”.
Giulietti rileva anche che nella legge di bilancio c’è ora un’inversione di tendenza e vengono congelati i tagli al fondo per il pluralismo.

