Nel settembre scorso era stata rimossa, anche da Instagram, perché violava “la policy sulle organizzazioni pericolose”. Il Tribunale di Roma ha deciso di farla riattivare perché “il soggetto che non è presente su Facebook è di fatto escluso dal dibattito politico italiano”, ma da Facebook replicano che “chi è impegnato in odio organizzato non può utilizzare i nostri servizi”.
Dall’America sono state presentate testimonianze su come le regole di Facebook siano state violate anche nei contenuti pubblicati sulla pagina del movimento. Vedremo coem finirà la vicenda che nel frattempo ha assunto un rilievo (e un valore) ben oltre il nostro Paese.

