Certo, Tarquinio rileva anche le difficoltà. Che sono nel lavoro a distanza, nella distribuzione, nel fatto di voler rinunciare ai profitti dell’edizione digitale.
“Nei media cattolici come l’agenzia Sir, Tv2000, Radio InBlu, i settimanali diocesani, lo stesso Avvenire c’e’ un tratto particolare. C’è la volontà di entrare nelle case della gente con una testimonianza professionale, umana e cristiana, di immenso valore. Non ci riteniamo migliori degli altri, ma mi pare che stiamo fornendo un’informazione ‘per’ le persone, volta alla costruzione del bene comune, e che pone la persona al centro. In proposito si è fatta molta retorica: ora se ne dimostra la necessità, la concretezza”.

