La motivazione è semplice: “il nostro reddito è scomparso, il nostro lavoro non si può fare in altro modo”.
“Possiamo sembrare una categoria privilegiata, ma il nostro unico privilegio è l’essere appassionati del nostro lavoro”.
Tra loro c’è chi lavora per le agenzie, per le stesse società, per i giornali, e chi cede le immagini; sono veramente pochi i lavoratori stabili, più del 90% è precario.
Qual è adesso il rischio? Quello di essere esclusi, d’ora in poi, dagli eventi a porte chiuse.

