Il Fondo “emergenza” ammonterebbe a 20 milioni di euro, ma tutte le associazioni di categoria lo giudicano “del tutto insufficiente ed inadeguato per un settore in crisi che dall’inizio della pandemia con coraggio e senso di responsabilità non ha mai interrotto la diffusione di una informazione puntuale ed affidabile continuando a svolgere il proprio ruolo di servizio di pubblico interesse sul territorio”.
La nota è firmata da AERANTI-CORALLO, CRTV, ALPI, FRT.
Questo ruolo “è stato confermato dal notevole incremento degli ascolti registrato dal comparto durante il lockdown”.
La richiesta dunque è quella di incrementare il fondo. “L’irrinunciabile pluralismo dell’informazione ed una informazione puntuale e verificata, dopo il periodo emergenziale risulterà quanto mai strategico anche per rimettere in moto le economie dei territori basate sulle Pmi che producono il 58% del fatturato dell’industria italiana”.

