Giornalista di razza è stato per molti anni una delle colonne dell’Ansa. Scrive l’Ucsi: “Vogliamo ricordare il suo impegno come sindacalista a favore dei diritti dei giornalisti e la grande determinazione con la quale ha promosso e portato avanti Lsdi (Libertà di stampa e diritto all’informazione), spazio di lavoro e laboratorio di idee che tanto ha fatto e tanto sta facendo per la nostra professione. Grazie Pino!”.
Rea è morto lunedì in ospedale a Firenze, dove era ricoverato. Prima di entrare all’Ansa era stato corrispondente dalla Toscana per Repubblica e cronista di Paese Sera. E’ stato anche presidente dell’Associazione Stampa Toscana e del Gruppo Cronisti Toscani, consigliere nazionale della Fnsi e dell’Ordine. Poi appunto è stato fra i promotori di Lsdi e di Isf, Informazione senza frontiere.
“Con Pino Rea il sindacato dei giornalisti perde il protagonista di tante battaglie per l’autonomia professionale e la difesa dei diritti, soprattutto dei più deboli. Oltre che per l’impegno sindacale, Pino Rea si è distinto per l’attività di ricerca, di studio e di analisi dei cambiamenti nel mondo dell’informazione e nel mondo del lavoro”, commenta il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso.
Carlo Verna, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, lo ricorda così: “era un consigliere nazionale appassionato, ci mancheranno l’equilibrio e la serietà del suo impegno nell’individuare le criticità della categoria.

