Il grado di ‘rischio’ che è stato misurato, su questo punto, è ‘medio’ per l’Italia. Perché – si legge – “il sistema dell’iscrizione all’Albo dei Giornalisti può essere interpretato, sulla base degli standard internazionali, come un ostacolo ingiustificato da superare per accedere alla professione”. Nella maggior parte degli stati (28) questo rischio è invece considerato ‘basso’. L’accesso alla professione avviene con un sistema di registrazioni e autorizzazioni, “sulla base di criteri oggettivi, proporzionali e non discriminatori”. L’eccezione più grande è quella della Turchia, dove il rischio è ritenuto ‘alto’.
Sono stati misurati anche altri indicatori. Ed emerge che in generale, in tutta Europa, crescono le ‘influenze commerciali’ sui giornalisti. Sembrano al riparos solo Danimarca, Francia, Germania, Portogallo e Olanda.
Sulla libertà di stampa l’Italia è a rischio ‘medio’. La Turchia, anche per questo, registra la situazione più critica.

