Sulla facciata scorrono i nomi dei tanti giornalisti e operatori dell’informazione che sono morti nel loro lavoro, in troppi casi senza verità né giustizia.
Ventisette di loro sono stati assassinati in Europa negli ultimi cinque anni. L’iniziativa è stata decisa dalla Rai d’intesa con il sindacato dei giornalisti (Usigrai e Fnsi) e vuole simbolicamente “contribuire a richiamare l’attenzione delle istituzioni internazionali, sollecitate ad adottare strumenti più efficaci per proteggere la vita e il lavoro dei cronisti e delle croniste”.
L’Unesco, a dicembre, esaminerà le linee-guida per i pubblici ministeri sulle indagini e il perseguimento di crimini e attacchi contro i giornalisti, sviluppate in collaborazione con l’Associazione internazionale dei procuratori. Sarà una tappa importante in un percorso che svela spesso omissioni e impunità.

