Scrive Verna: «La pietas sia un limite di comune sentire al diritto di cronaca. Della vicenda specifica si occuperanno i Consigli di disciplina in relazione alle segnalazioni a carico di chi ha pubblicato il video. Un’immagine cruda, peraltro accompagnata da quella di altri degenti in corsia che nulla aggiunge al doveroso racconto del grave fatto accaduto. Nei nostri codici deontologici il rispetto della verità – e dunque il dovere di non omettere fatti di cronaca – convive con il rispetto della persona e mai può sovrastarlo».
Verna conclude in modo ancora più duro: «La viralità con cui quel video senza pietas è stato diffuso non può essere un lasciapassare per il giornalismo professionale». Eppure, notiamo noi, anche in queste ultime ore il video viene continuamente riproposto in tante televisioni e in una moltitudine di siti di informazione.

