In particolare all’articolo 24 si prevede prevede “un anno di reclusione e una multa di 45.000 euro per chi diffonde, con qualunque mezzo e supporto, al fine di nuocere alla sua integrità fisica o mentale, l’immagine del volto o qualsiasi altro elemento di identificazione di un funzionario di polizia nazionale o di un membro della gendarmeria nazionale quando agisce nel contesto di un’operazione di polizia”.
Dalla Francia però arriva anche una bella notizia. L’agenzia France Presse è l’agenzia video dell’anno. Ha vinto premio Aib (l’associazione mondiale delle emittenti televisive) “per aver coperto in profondità non solo la pandemia, ma anche tutte le altre principali storie che hanno definito anni importanti come il 2019 e il 2020″.
Sono 1.700 i giornalisti in 151 paesi diversi. Anche prima della pandemia ha documentato con reportage di alta qualità i fatti di piazza Tahrir a Baghdad, le rivolte di Hong Kong, poi il movimento Black Lives Matter e le manifestazioni femministe in Sud America.

