Ma già il 22 dicembre, appunto, il Garante aveva rilevato “scarsa attenzione alla tutela dei minori, divieto di iscrizione ai più piccoli facilmente aggirabile, poca trasparenza e chiarezza nelle informazioni rese agli utenti, impostazioni predefinite non rispettose della privacy”.Del caso del social network per i giovanissimi, balzato alla cronaca internazionale anche per i ripetuti attacchi di Trump, si stanno occupando anche le autorità europee.
Il Garante italiano in particolare contesta a Tik Tok che “le modalità di iscrizione al social network non tutelano adeguatamente i minori. Il divieto di iscrizione al di sotto dei 13 anni, stabilito dal social network, risulta infatti facilmente aggirabile una volta che si utilizzi una data di nascita falsa. Tik Tok di conseguenza non impedisce ai più piccoli di iscriversi né verifica che vengano rispettate le norme sulla privacy italiane, le quali prevedono per l’iscrizione ai social network il consenso autorizzato dei genitori o di chi ha la responsabilità genitoriale del minore che non abbia compiuto 14 anni”.

