«I media italiani sono davvero indipendenti dalla politica e da condizionamenti economici o sono alle mercé di potentati politici e finanziari? Quanto contano i social network nel nostro lavoro? E quanto contano invece i comunicati stampa? Gli uffici stampa devono fornire sempre informazioni veritiere? E possono ostacolare i colleghi che lavorano nei media nella ricerca delle informazioni anche sgradite relative all’azienda per cui lavorano?»
Il progetto in realtà è più ampio e non interessa solo l’Italia. Si svolge ogni quattro anni e stavolta coinvolge 120 diversi Paesi. La parte italiana è curata in particolare da Marco Gambaro, professore di Economia dei media e da Sergio Splendore del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Milano.
Comne sottolinea il sito dell’Ordine dei giornalisti, la versione italiana del sondaggio (oltre alle domande valide per tutti ovunque) tenta cerca di approfondire le aree dei collaboratori freelance e degli uffici stampa. C’è un approfondimento anche «sulla formazione della notizia e sul confine con la comunicazione commerciale».
Il link per il questionario, assolutamente anonimo e senza indicazione neppure della testa di appartenenza è questo.

