L’associazione si è anche rivolta “formalmente alle Nazioni Unite” per “ottenere spiegazioni da parte degli Stati sospettati di aver afatto ricorso a Pegasus per spiare questi giornalisti”:
Secondo l’inchiesta pubblicata dal 18 luglio scorso da un consorzio di 17 media internazionali, Pegasus avrebbe permesso di spiare 180 giornalisti, 600 politici, 85 militanti dei diritti umani e 65 imprenditori.

