Sono passati da 4,7 milioni di copie (“di carta”) a 3,1. Un crollo verticale, prevedibile forse e certamente accentuato dalla pandemia, ma che fa scattare un ulteriore campanello d’allarme: davvero la lettura “fisica” del giornale resterà patrimonio di pochi? E quello che avviene in questi mesi oltreoceano accadrà presto anche qui?
Ne è convinto Claudio Giua che commenta la notizia sostenendo che l’abitudine alla lettura cartacea sta scemando rapidamente anche in Italia. Insomma, non sembra essere solo una questione di “distrazione” o “indifferenza” rispetto alla notizia. Forse la modalità digitale è entrata ormai nelle nostre consuetudini. E non solo per i nativi digitali. Anche noi ‘senior’ stiamo sempre più abbandonando la carta. Che peraltro costa di più (leggi qui) e non offre tutta quell’interattività che il lettore di oggi chiede al suo giornale.

