E ancora Sideri ha domandato a Floridi quanto sia necessario correre ai ripari e lui ha affermato: «Dobbiamo già riparare i danni sull’informazione. Qualche mese fa abbiamo passato la soglia dei 10 mila articoli scientifici pubblicati da importanti riviste ma ritirati perché ciarpame. La metafora è quella dell’inquinamento: stiamo producendo smog che fa male. Perché tanto quegli articoli sono già cibo per addestrare l’AI. Se volessimo fare fantascienza e portassimo l’AI al tempo delle streghe e del terrapiattismo l’algoritmo collegherebbe un miliardo di data point e ci direbbe che le streghe esistono e la Terra è piatta».
L’era della disinformazione viene alimentata dai mass media e dai social media. Siamo sommersi, in questa epoca, da una over-produzione di dati che devono essere decifrati, interpretati e compresi. A dirlo sono anche le mie ricerche e gli studi che ho condotto sulle fake news.
Ricostruire credibilità
Non ci sono dubbi sul fatto che il giornalista deve diventare un analista capace di analizzare i dati e i flussi che si generano anche sui social, per costruire le proprie storie e inchieste.
L’intelligenza artificiale deve essere utilizzata per portare benefici nella vita dell’uomo. Ci sono già risultati molto importanti e considerevoli in diversi settori della società. L’AI non può essere sfruttata per distruggere e fare del male agli altri.
Papa Francesco, come riporta l’Avvenire, https://www.avvenire.it/papa/pagine/lieve-stato-influenzale-per-il-papa-sospese-le-udienze ha consegnato un discorso ai partecipanti alla plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze. Ancora una volta ha scelto di affrontare il tema dell’Intelligenza Artificiale: «Può rivelarsi benefico per l’umanità, ad esempio promuovendo innovazioni nei settori della medicina e dell’assistenza sanitaria, così come aiutando a proteggere l’ambiente naturale e consentendo l’uso sostenibile di risorse alla luce dei cambiamenti climatici. Tuttavia può anche avere gravi implicazioni negative per la popolazione, specialmente per i bambini e gli adulti più vulnerabili. Inoltre, occorre riconoscere e prevenire i rischi di usi manipolatori dell’Intelligenza Artificiale per plasmare l’opinione pubblica, influenzare scelte di consumo e interferire con i processi elettorali».
Le false notizie e più in generale la falsificazione, distorsione della realtà sembrano un segno caratterizzante dello sviluppo della civiltà umana e bisogna invertire questa tendenza.
I media devono ritrovare la loro credibilità e gli individui devono essere capaci, suggerisce Byung-Chul Han, di uscire dalla «caverna digitale che li tiene intrappolati nelle informazioni. La luce della verità è completamente spenta. Non c’è affatto un esterno rispetto alla caverna delle informazioni. Il rumore delle informazioni offusca i contorni dell’essere. La verità non fa rumore».
Così, come ha ricordato Papa Francesco, «la dignità intrinseca di ogni persona e la fraternità che ci lega come membri dell’unica famiglia umana devono stare alla base dello sviluppo di nuove tecnologie» e non è possibile che a trionfare siano le false verità.

