Allarme rientrato per le tv locali, dopo che il primo maxiemendamento del governo aveva tolto loro 20 milioni di contributi.
Il sottosegretario all’editoria Alberto Barachini ha parlato di una scelta “strategica per la salute di un settore, fondamentale per la nostra democrazia, che attraversa un momento realmente difficile per la concorrenza dei grandi Over the top e per i costi crescenti del settore che deve rispondere a precise responsabilità”.
Resta però un taglio consistente alla Rai. All’azienda andranno meno risorse che derivano dal canone.
Il taglio il 2026 sarà di 10 milioni di euro, a differenza dei 30 milioni nel triennio 2026-2028 (10 milioni annui).
“Prevedere un ulteriore taglio al canone Rai è da irresponsabili, oltre a costituire un’evidente violazione dell’European Media Freedom Act”, ha contestato l’UsigRai.
Le associazioni che rappresentano l’emittenza radiofonica e televisiva locale in una nota congiunta invece esprimono soddisfazione per l’emendamento “capace di tutelare il comparto delle tv e delle radio locali, superando le criticità che avevano generato forte preoccupazione nel settore”.
Il loro obiettivo, si legge nella nota, è quello che “l’emittenza locale possa operare in un quadro normativo stabile e orientato allo sviluppo, continuando a garantire un servizio essenziale ai cittadini e ai territori”.


