4 Gennaio 2026
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Le tre parole chiave del cammino giubilare secondo il vescovo di Chiavari

La cura degli altri per diventare artigiani di speranza

artigiani di speranza, il cammino del giubileo

Emanuela Castello

La speranza non è un’illusione, ma un cammino concreto fatto di piccoli passi e gesti semplici. Con questa sottolineatura il vescovo della Diocesi di Chiavari, mons. Giampio Devasini, ha concluso la riflessione proposta a fedeli, sacerdoti, religiosi e religiose durante la celebrazione solenne che ha chiuso l’Anno giubilare, nella cattedrale di Nostra Signora dell’Orto.

“Si chiude l’anno del Giubileo”, ha detto il vescovo, “ma non finisce quel cammino che questo tempo ha contribuito a tracciare e sostenere”, un cammino che invita soprattutto alla cura. Perché spesso distratti dall’ordinario, affaccendati nelle molte cose della vita, tutte e tutti rischiamo di non vedere la Porta santa, ossia la porta del cuore di Dio, che è cura perché guarisce, perdona, e libera.

 “La cura è una questione fondamentale, soprattutto nel periodo che stiamo vivendo”, ha sottolineato mons. Devasini, che ha invitato in particolare a gesti molto concreti, come l’attenzione ai genitori e ai figli.  Riprendendo il testo del Vangelo di Matteo, il vescovo ha fatto riferimento alla responsabilità di  Giuseppe, sia nei confronti di Maria, sia nei confronti di Gesù. E lo ha descritto come “un uomo che obbedisce a Dio per amore e trasforma la sua vita nella cura per gli altri”, ossia “sa leggere la realtà, si rende conto dei pericoli, riconosce il suo compito e lo vive. Un uomo giusto e misericordioso, ma anche coraggioso e intraprendente, generoso. Un padre che prega e ascolta quello che Dio gli chiede. Un uomo anche discreto, che sa lasciare la scena”.

Ma per il vescovo di Chiavari una delle emergenze del nostro tempo è la mancanza di cura per i genitori anziani, un gesto che offre la possibilità di “entrare nella dinamica della restituzione, uscendo dall’egoismo”.

In chiusura mons. Devasini ha citato tre parole fortemente legate al percorso giubilare: cammino, servizio e silenzio: “Se ognuno si prenderà cura degli altri e di sé stesso”, ha spiegato, “sarà possibile diventare artigiani di speranza, quella di cui il mondo ha tanto bisogno”.