“Taglio basso” è il titolo dell’indagine di Caritas italiana, realizzata dall’Osservatorio di Pavia. Dimostra che il tema della povertà ha una copertura episodica e frammentata nei tg, una presenza minima nei talk show e quasi assente nei profili social degli influencer.
La povertà insomma compare solo nel 2% dei servizi dei telegiornali italiani.
Nei telegiornali di prima serata, ci sono state 708 notizie, pari al 2% dei servizi. Si lega soprattutto ad eventi eccezionali, ricorrenze e fatti di cronaca.
La Rai produce oltre metà dei servizi che parlano di povertà (53,5%), seguita da Mediaset e La7.
Il focus dei servizi dei Tg è soprattutto sulla povertà italiana (47%). Le periferie italiane compaiono solo nel 3% dei servizi, le aree rurali nello 0,1%.
I Paesi più poveri del mondo addirittura restano quasi invisibili: Asia 4%, Africa 2%. Solo l’8% delle notizie utilizza dati o ricerche. Nel 18% dei casi emergono stereotipi: si citano criminalità (13,6%), background migratorio (10,5%), dipendenze (3,7%) e disturbi mentali (2,7%).
Nei talk show la povertà è ancora più marginale: se ne è parlato solo in 78 puntate su 1.218 (6%), anche solo di sfuggita.
Ci sono tuttavia degli elementi positivi, che emergono dall’indagine “Taglio basso”. Per esempio, una certa attenzione alla pluralità delle forme della povertà. L’approccio cambia a seconda del “contenitore”: più “materiale” e “lavorativa” nei talk, più “religiosa” e legata all’impegno solidaristico nei telegiornali, più dipendenete da fatti di rilievo sui social.


