21 Gennaio 2026
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Dibattito a Roma sulla proposta di una nuova legge di sistema

L’informazione è un bene di interesse generale

aggravanti per aggressioni e minacce ai giornalisti

redazione

Possiamo arrivare ad una legge che riconosca l’informazione (e il giornalismo professionale) come bene di interesse generale? È la proposta della Fondazione Murialdi e di Professione Reporter della quale si è discusso in Campidoglio, a Roma.

La legge ha l’obiettivo di “difendere le notizie e per salvare il giornalismo”
La domanda è: come? Forse con una legge delega al governo? O piuttosto, come pensano in molti, con un confronto parlamentare aperto ai portatori di interessee?

Per Giancarlo Tartaglia, segretario della Murialdi, «esiste l’esigenza di intervenire», e «anche, ma non solo, sulla legge ordinistica». Hanno detto la loro anche gli editori. Il direttore della Fieg apprezza la proposta di riforma e rivendica una “nuova richiesta di fondi pubblici avanzata dagli editori rimasti delusi dai 60 milioni inseriti in extremis in legge di bilancio 2026”.

Per la segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante, secondo quanto rifersice il sito stesso della Fnsi, “il settore dell’informazione deve essere adeguatamente finanziato, ma non per mandare in prepensionamento i colleghi. Se si vuol mantenere viva l’informazione i sostegni devono servire alla tenuta dell’occupazione».

Costante dice «sì ad un nuovo quadro normativo, ragioniamoci insieme – ha concluso Costante – ma partendo da un assunto: l’informazione di qualità costa, la professionalità si paga».

Positivi i giudizi di Paola Spadari (Odg) e Roberto Natale (Cda Rai). Rileva quest’ultimo, tuttavia, che “il clima generale di questi anni, in Italia e non solo, credo non faciliti la proposta di questa legge”.

Anche per il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini, che ha rivendicato quanto fatto finora, “serve una legge di sistema, ma occorre il coinvolgimento di tutte le parti in campo”.

Per Stefano Ferrante, segretario dell’Associazione Stampa Romana, “il giornalismo professionale deve vedersi riconosciuto un valore di bene di interesse pubblico”, ma “occorre anche ridare valore al lavoro”, ripartendo dai giovani.