8 Marzo 2026
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Grandi manovre, ma a soffrire spesso è l'occupazione

La rivoluzione dell’editoria italiana (e non solo)

Franco Maresca

Per l’editoria questo inizio dell’anno porta una vera rivoluzione. Oprattutto nin Italia. L’ultima notizia riguarda la vedinata del quotidiano La Stampa a Sae (l’operazione dovrà concluderdsi entro pochi mesi).

Ancora incerto il destino di altri pezzi pregiati del gruppo Gedi: La Repubblica, Huffington Post, le radio Deejay, Capital e M2O.

L’editore di riferimento per l’editoria cartacea e quotidiana resta comumque il gruppo Cairo Communication (che include Cairo Editore, RCS MediaGroup e La7) che ha registrato ricavi lordi consolidati pari a 808,6 milioni di euro.

Il Corriere della Sera (che festeggia i suoi primi 150 anni) mantiene nel 2025 la posizione di primo quotidiano italiano per diffusione e numero di lettori. Anche se ad ottobre le vendite in edicola sono scese a circa 101.300 copie, con un calo del 10,1% rispetto allo stesso mese del 2024.

Altra notizia: Il Fatto Quotidiano, che pure è in crescita, ha annunciato una riduzione del numero di pagine.

Intanto il gruppo tedesco Axel Springer (già proprietario di Politico e Business Insider) compra il Daily Telegraph e il Sunday Telegraph mettendo con una proposta da 575 milioni di sterline.

Si espande anche il gruppo Mediaset, a seguito dell’operazione Prosieben perfezionata in Germania. Mfe-Mediaforeurope creerà diverse strutture. Una, in partciolare, sarà dedicata allo sviluppo e al coordinamento delle innovazioni legate alle piattaforme digitali e all’Intelligenza Artificiale. E adesso il gruppo vuole espandersi anche in Francia e Regno Unito, sfidando gli OTT.