Nel suo nuovo report annuale, la Reuters esplora le grandi novità nell’editoria. In primo piano ci sono l’intelligenza artificiale generativa e il ruolo dei ‘creatori di contenuti’.
Il curatore è Nic Newman. Ha intervistato 280 leader digitali di 51 Paesi e territori, con “posizioni di rilievo (editoriali, commerciali o di prodotto) in case editrici tradizionali o nate nel digitale”.
Il fatto che i motori di ricerca si stiano trasformando in “motori di risposta” basati sull’Intelligenza artificiale, farà diminuire il traffico proveniente dagli stessi motori di ricerca di oltre il 40% in soli tre anni. Un calo di eguale proporzione c’è stato anche verso i siti di notizie negli ultimi tre anni con Facebook e X.
Il campione intervistato quest’anno si scopre ‘poco ottimista’ sulle prospettive per il giornalismo. Pessimismo dovuto proprio all’intelligenza artificiale, al fatto che i media tradizionali perdono legami con i giovani e con alcune fasce della popolazione, al ruolo sempre più marcato degli ‘influencer’.
Insomma, la professione giornalistica per molti è in declino. I giovanissimi associano i ‘giornalisti’ a concetti come ‘falsità’ e ‘parzialità’
A salvare la professione potrebbero essere inchieste originali e reportage sul campo analisi e spiegazioni contestuali, storie umane.
Diminusice il ruolo del giornalismo di servizio (-42), perdono peso i contenuti evergreen (-32) e le notizie generali (-38). Segno positivo invece per video e podcast.

