Volete una riprova di quanto sia grande l’impatto dell’intelligenza artificiale già adesso nell’editoria?
Nel 2025 l’attività dell’IA è cresciuta del 300%. “I contenuti non vengono più solo letti, ma raccolti, rielaborati e restituiti altrove, spesso senza passare dai siti originali”. E così le ricerche tradizionali ora bypassano spesso le fonti e i contenuti giornalistici.
Sarà ancora peggio nei prossimi anni, come rileva l’ultimo rapporto Reuters Institute (leggi qui). Il traffico dai motori di ricerca potrebbe ridursi complessivamente del 43%. Pensate che negli ultimi mesi del 2025 è crollato del 96%, mettendo in discussione il modello stesso dell’editoria on line.
I media rappresentano il 13% del traffico globale generato dai bot AI. Percentuale che sale al 40% sulle testate giornalistiche.
Il calo delle visite ha un impatto diretto sui ricavi, in particolare su pubblicità e abbonamenti.
Intanto Google annuncia l’iniziativa AI Works for Italy con un “investimento di 2 milioni di dollari negli atenei italiani per formare 13mila studenti universitari e nuovi corsi dedicati ai lavoratori focalizzati sull’intelligenza artificiale”. I programmi invcstiranno in particolare Ict, amministrazione, logistica, marketing e finanza.

