17 Aprile 2026
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I dati dell'Osservatorio Agcom svelano tendenze e contraddizioni nel modo di informarsi degli italiani

Informazione: internet batte la tv ma c’è un problema di fiducia

il web supera anche la tv, ma sulla fiducia non c'è nessun sorpasso

Franco Maresca

Internet allarga il solco rispetto alla televisione (dopo il sorpasso del 2023) e lo rivela l’Osservatorio Agcom nel suo secondo rapporto, ma resta un problema di fiducia già emerso in altri studi

La Rete è stata “la prima porta d’accesso alle notizie” per oltre il 55 degli italiani, la Tv per il 43%. Il dato però non deve trarre in inganno. Se i social network (25,1%) e i motori di ricerca (24,7%) sono diventati “i principali snodi di accesso alle notizie”, al loro interno resistono siti e app di media mainstream.

C’è un altro dato che emerge ed è molto significativo. “Radio, Tv e stampa raccolgono un livello di fiducia alto nel 35,9% dei casi, contro il 20% delle fonti online”.

Per il 40% degli italiani il servizio pubblico televisivo è “il mezzo più solido”. Social e influencer arrancano. Fanno circolare le notizie, sono “deboli sul terreno della credibilità”.

In tv però le ore dedicate all’informazione (soprattutto al di fuori dei tg) sono diminuite del 7% rispetto al 2024 e dell’11,9% rispetto al 2019.

In più, un italiano su cinque dichiara di informarsi raramente o di non informarsi mai. “Pesa la percezione di ripetitività dei contenuti (22,3%), della loro negatività (18,1%), dell’impatto emotivo (15,2%), della sfiducia nei giornalisti (14,6%) e dell’eccesso di informazioni (14,4%)”.

Il 40% dei giovanissimi (14-24 anni) si informa solo on line. Gli over 65 scelgono ancora la televisione.

Solo il 6,1% degli italiani paga un abbonamento a un quotidiano online. La notizia, se interessa, si cerca su siti non a pagamento.