5 Maggio 2026
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In maggioranza la usano senza indicazioni dalle redazioni

L’intelligenza artificiale e i giornalisti italiani

Franco Maresca

Sette giornalisti su dieci usano l’intelligenza artificiale, ma lo fanno spesso senza avere particolari indicazioni da parte delle redazioni. Lo rivela un questionario che ha curat Pina Debbi, vicedirettrice del Tg La7 e dottoranda in Learning Sciences and Digital Technologies all’Università di Modena e Reggio Emilia,. Hanno risposto in 1400.

Qualche dato: il 76,5% la usa in modo autonomo, senza seguire alcuna policy redazionale. Solo il 30% si dichiara competente sulla tecnologia in questione.

Alcune domande erano: «quando, come e a che scopo usarla, quanto ci si sente padroni degli strumenti, quale approccio hanno le redazioni. Cosa emerge dai risultati?»

la differenza fondamentale, per Debbi, non è tra professionisti o pubblicisti, ma tra contrattualizzati e freelance. «I primi, che lavorano in una redazione, usano lo strumento per fare traduzione, trascrizione, riassunti. Un uso coeso e standardizzato, con pochi tool fondamentali. I secondi, invece, che lavorano per lo più da soli e autonomamente, lo usano più per fare brainstorming, sfruttano tool per sviluppare idee più creative: un uso più denso e sperimentale, ma anche più polarizzato».