27 Maggio 2026
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Lo propone il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini "per mettere in sicurezza il comparto". Battaglia sui dati

Un progetto di rilancio per radio e televisioni locali

per radio e televisioni locali il Governo studia un piano a medio termine

Franco Maresca

Al convegno “Le voci del territorio: sfide, opportunità e prospettive delle emittenti radiotelevisive locali”, che si è svolto lunedì a Roma, il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini ha evidenizato che, dal suo punto di vista “radio e televisioni locali sono assolutamente fondamentali”, sono la ”spina dorsale del Paese”.

Cita i dati Agcom, si rammarica che nel giorno medio “tutti i giornali di tutta Italia messi insieme non arrivino al milione e mezzo di copie fra carta e digitale”. Invece, “le radio e le tv locali arrivano a 4 o 5 volte tanto”.

”Abbiamo più di un anno di legislatura per mettere a terra altri provvedimenti. Siamo proattivi, mettiamo al centro non le grandi piattaforme, non Rai, non Mediaset ma l’emittenza radio televisiva e pubblica locale e portiamo un progetto di rilancio per i prossimi 10 anni, per mettere in sicurezza il comparto a prescindere dai governi e dalle ideologie”.

Immediata la replica del presidente della Federazione Italiana Editori Giornali, Andrea Riffeser Monti. Non nega il tuolo importante di “presidio territoriale e del pluralismo”che svolge l’emittenza locale, ma aggiunge: “I giornali non si misurano soltanto sulle copie cartacee acquistate nel giorno medio, ma soprattutto sul numero dei lettori raggiunti. I quotidiani italiani continuano ad avere ogni giorno medio circa 10,9 milioni di lettori (dati Audicom – sistema Audipress). Volendo considerare gli utenti digitali dei siti delle testate di informazione giornalistiche e di attualità si arriverebbe complessivamente a circa 37,7 milioni di utenti nel giorno medio”.