Ha fatto scalpore l’esperienza di Shanghai Media Group. Il modello mette al centro del “sistema” l’intelligenza artificale.
Smg è una media company nata “con la logica dell’AI come infrastruttura”. Perciò mpm ci sono barriere tra televisione, social, piattaforma, streaming, data center e laboratorio di ricerca. “Tutto è integrato”.
La newsroom è automatizzata. Il giornalista in pratica prepara la notizia, l’intelligenza artificiale prepara il “voice over”. Gli avatar presentano le notizie e conducono i programmi, traducendo tutto in lingue diverse e anche nella lingua dei segni.
Ogni servizio viene subito, in automatico, “trascritto, sintetizzato e redistribuito sulle diverse piattaforme digitali”.
“La fiducia resta legata all’essere umano”, dicono i responsabili della società. Ma il confine tra reale e virtuale, nel giornalismo, sta diventando sempre più labile.


