In Europa, dal prossimo 2 agosto, i fornitori e gli operatori di sistemi di intelligenza artificiale generativa dovranno rispettare nuovi obblighi di trasparenza: per questo la Commissione europea ha pubblicato un “Codice di condotta” sulla marcatura e l’etichettatura dei contenuti generati dall’IA.
In pratica, quanto di interesse pubblico avrà generato l’IA, dovrà essere segnalato chiaramente. Anche gli utenti dovranno essere informati se interagiscono con un chatbot.
Il testo pubblicato ha una parte destinata ai “fornitori” dei sistemi di intelligenza artificiale generativa, e una per gli “operatori” di questi sistemi di intelligenza. Poiché è volontario, il Codice di condotta è ora aperto alla firma.
“Il diritto di sapere”, secondo Henna Virkkunen (vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica) è necessario quando i contenuti possono “plasmare il dibattito pubblico”. E ha aggiunto: “la trasparenza è il modo in cui proteggiamo la fiducia”.
Intanto, il Consiglio dei MinistriIA
italiano ha approvato due decreti legislativi destinati a dare concreta applicazione anche al nuovO AI ACT europeo. Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale è “centrato sulla persona, preservando il ruolo decisionale umano e tutelando diritti fondamentali, occupazione e sicurezza. Le nuove norme riguardano scuola, università, pubblica amministrazione, sanità, professioni, giustizia, forze di polizia e responsabilità civile e penale”.


